Prevenzione incendi nelle scuole: il tempo delle proroghe è finito.
Dal 2026 cambia l’approccio alla sicurezza antincendio negli edifici scolastici. Non basta più attendere gli interventi dell’Ente proprietario: ogni scuola deve dimostrare di saper gestire il rischio incendio già oggi.
Per molti anni la prevenzione incendi nelle scuole è stata accompagnata da continue proroghe legislative. Questo ha portato, spesso involontariamente, a considerare l’adeguamento antincendio come un problema quasi esclusivamente edilizio, demandato ai Comuni o alle Province.
Con il Decreto Ministeriale 31 marzo 2026 questo scenario cambia radicalmente.
Il nuovo provvedimento non introduce soltanto nuove scadenze, ma stabilisce un percorso preciso, con obblighi tecnici e soprattutto organizzativi che coinvolgono direttamente i Dirigenti scolastici, gli RSPP e tutto il personale.
La sicurezza non coincide più solamente con la conformità dell’edificio.
Diventa soprattutto capacità organizzativa.
Una responsabilità condivisa
Nelle scuole esistono due soggetti che devono lavorare insieme:
l’Ente proprietario dell’edificio (Comune o Provincia), responsabile degli adeguamenti strutturali;
il Dirigente scolastico, responsabile della gestione della sicurezza durante l’attività scolastica.
Questa distinzione è sempre esistita.
La novità è che oggi il legislatore richiede che entrambe le componenti procedano parallelamente.
Se un edificio presenta ancora criticità strutturali, la scuola non può limitarsi ad attendere i lavori.
Deve dimostrare di avere adottato tutte le misure organizzative necessarie per mantenere il rischio sotto controllo.
Non è più sufficiente avere un Piano di Emergenza
Molti istituti possiedono già:
Piano di Emergenza;
Registro dei controlli;
Addetti antincendio;
prove di evacuazione.
Il nuovo decreto, però, richiede un salto di qualità.
La documentazione non deve semplicemente esistere.
Deve essere coerente con la situazione reale dell’edificio.
Questo significa, ad esempio, che se alcune vie di esodo risultano temporaneamente limitate, oppure alcune opere di adeguamento non sono ancora concluse, tali condizioni devono riflettersi:
nella valutazione del rischio incendio;
nelle procedure di emergenza;
nelle prove di evacuazione;
nell’informazione rivolta al personale.
La vera novità: gestire il rischio residuo
Il principio più innovativo del decreto riguarda proprio questo concetto.
Fino al completamento degli adeguamenti tecnici, ogni scuola deve essere in grado di dimostrare di aver valutato il rischio residuo e di aver adottato misure compensative.
In pratica significa chiedersi ogni giorno:
l’edificio è utilizzato nelle condizioni più sicure possibili?
il numero delle persone presenti è compatibile con le vie di esodo?
i materiali combustibili sono ridotti al minimo?
gli estintori sono facilmente raggiungibili?
il personale conosce le criticità dell’edificio?
Queste domande diventano parte integrante della gestione della sicurezza.
Gli addetti antincendio assumono un ruolo ancora più importante
Il decreto valorizza fortemente il ruolo degli addetti antincendio.
Non vengono più considerati esclusivamente come figure da attivare durante un’emergenza.
Diventano soggetti che partecipano quotidianamente al controllo delle condizioni di sicurezza.
In molte scuole questo potrà comportare:
incremento del numero degli addetti;
formazione di livello più elevato;
maggiore coinvolgimento nelle verifiche periodiche;
partecipazione attiva alle esercitazioni.
Anche docenti e personale ATA diventano protagonisti
La prevenzione incendi non riguarda solamente il Dirigente scolastico o il Servizio di Prevenzione e Protezione.
Ogni lavoratore contribuisce concretamente alla sicurezza dell’istituto.
Basta pensare ad alcune semplici attività quotidiane:
non depositare materiali lungo i corridoi;
mantenere sempre accessibili gli estintori;
verificare che le porte tagliafuoco rimangano efficienti;
segnalare immediatamente eventuali anomalie;
rispettare le procedure previste durante le prove di evacuazione.
Piccoli comportamenti possono fare la differenza durante una reale emergenza.
Le prove di evacuazione cambiano approccio
Le esercitazioni non dovrebbero più rappresentare un semplice adempimento burocratico.
Il nuovo decreto punta verso simulazioni più realistiche.
Ad esempio:
indisponibilità di una scala;
presenza di un cantiere;
impossibilità di utilizzare un’uscita;
evacuazione di persone con disabilità;
gestione contemporanea di studenti, visitatori e personale esterno.
L’obiettivo non è “fare la prova”, ma verificare che l’organizzazione sia realmente pronta.
Il ruolo dell’RSPP diventa ancora più strategico
Per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione questo decreto rappresenta una significativa evoluzione professionale.
L’RSPP non è chiamato soltanto ad aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi.
Dovrà supportare il Dirigente scolastico nella:
valutazione del rischio incendio residuo;
individuazione delle misure compensative;
revisione del Piano di Emergenza;
programmazione delle esercitazioni;
formazione del personale;
coordinamento con l’Ente proprietario.
Sempre più spesso l’RSPP diventa il punto di raccordo tra aspetti tecnici, organizzativi e gestionali.
Cosa consiglio alle scuole
In qualità di RSPP ritengo opportuno che ogni istituto avvii già nei prossimi mesi una verifica complessiva della propria organizzazione antincendio.
Le attività prioritarie potrebbero comprendere:
· verifica dello stato degli adeguamenti antincendio;
· confronto tecnico con Comune o Provincia;
· aggiornamento della valutazione del rischio incendio;
· revisione del Piano di Emergenza;
· verifica del numero e della formazione degli addetti antincendio;
· aggiornamento del Registro dei controlli;
· programmazione di esercitazioni coerenti con le reali condizioni dell’edificio;
La sicurezza non aspetta il completamento dei lavori
Il messaggio più importante del nuovo decreto è probabilmente questo.
La sicurezza delle persone non può essere rinviata al giorno in cui termineranno gli interventi edilizi.
Ogni scuola deve essere in grado di dimostrare che, anche in presenza di criticità strutturali ancora da risolvere, il rischio è conosciuto, valutato e gestito attraverso un’organizzazione efficace.
La prevenzione incendi non è più soltanto una questione di impianti, compartimentazioni o certificazioni.
È soprattutto una questione di cultura della sicurezza, pianificazione e responsabilità condivisa.informazione specifica a docenti e personale ATA sulle eventuali criticità presenti