Piscine e uscite scolastiche: cosa deve verificare la scuola
Aggiornamento al 25 luglio 2026. La norma non è ancora definitiva: verificare lo stato dell'iter prima di assumere decisioni organizzative.
Il 23 luglio la Camera ha approvato all'unanimità un emendamento al decreto Sport (DL 108/2026) che introduce l'articolo 4-bis: nelle piscine pubbliche, private aperte a un'utenza pubblica e a uso collettivo, griglie di fondo e bocchettoni devono impedire ogni fenomeno di aspirazione a “effetto ventosa” sul corpo dei bagnanti. In caso di violazione è prevista la chiusura immediata dell'impianto fino all'adeguamento. Il testo passa ora al Senato: non è ancora legge.
Cosa comporta per la scuola
L'obbligo tecnico ricade sul gestore, ma la responsabilità organizzativa e di vigilanza resta all'istituto che porta gli alunni in vasca. Nuoto curricolare, uscite didattiche, attività dei centri estivi: la scuola sceglie l'impianto e di quella scelta risponde.
Cosa fare prima dell'attività
Richiedere al gestore dichiarazione di conformità dell'impianto, attestazione della manutenzione, autorizzazione sanitaria e nominativo del responsabile.
Verificare presenza di assistenti bagnanti, piano di emergenza, presidi di primo soccorso e rispetto dei limiti di affollamento.
Effettuare un controllo visivo all'arrivo: nessuna griglia mancante o danneggiata, nessun bocchettone scoperto.
Istruire gli alunni: non sedersi sulle griglie, non ostruire i bocchettoni, non immergersi vicino alle prese di aspirazione, segnalare subito ogni anomalia.
Se il personale rileva anomalie evidenti, l'attività va sospesa fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.