Parcheggi nel cortile della scuola: rischi, responsabilità e regole
Un'abitudine che nessuno ha mai deciso
In moltissime scuole il cortile è anche un parcheggio. Fuori i posti sono pochi o a pagamento, dentro la recinzione c'è spazio: così docenti, personale, fornitori e – nelle superiori – gli stessi studenti entrano con auto, motorini e biciclette. Quasi mai esiste un atto che lo preveda: c'è solo l'abitudine, consolidata negli anni.
Il problema è che in quello stesso spazio, negli stessi orari, si muovono a piedi bambini e ragazzi. La regola di fondo è una sola e vale per tutti i casi: dove ci sono gli alunni non devono esserci veicoli in movimento, e nessun veicolo deve essere lasciato in sosta in un punto da cui una distrazione o una manovra sbagliata possa raggiungere una persona.
Il quadro normativo, in breve
Il cortile recintato è una pertinenza della scuola e quindi un luogo di lavoro a tutti gli effetti. Ne derivano tre conseguenze.
Il rischio va valutato. L'investimento da veicoli rientra tra i rischi che il dirigente scolastico, come datore di lavoro, deve considerare nel DVR (artt. 17 e 28, D.Lgs. 81/2008). L'Allegato IV dello stesso decreto chiede che le vie di circolazione siano organizzate in modo che pedoni e veicoli possano muoversi in sicurezza.
Le opere spettano all'Ente proprietario. Separazioni fisiche, segnaletica, rastrelliere, cancelli sono interventi strutturali a carico di Comune o Provincia (art. 3, L. 23/1996). L'art. 18, comma 3, D.Lgs. 81/2008 prevede che il dirigente assolva ai propri obblighi con la richiesta formale di intervento all'Ente.
L'organizzazione resta alla scuola. La richiesta all'Ente non esaurisce il compito: in attesa delle opere, orari, divieti, apertura dei cancelli e vigilanza sugli alunni sono misure che dipendono dal dirigente e si attuano tramite regolamento d'istituto e disposizioni al personale.
Ciò che sta fuori dalla recinzione – strada, marciapiedi, fermate – non è invece pertinenza della scuola: compete all'ente proprietario della strada e alla polizia locale, a cui l'istituto può rivolgere segnalazioni formali.
Emilia-Romagna: il primo controllo si fa in ARES
Le scuole dell'Emilia-Romagna possono verificare se l'Ente proprietario ha censito aree di parcheggio consultando ARES, l'Anagrafe Regionale dell'Edilizia Scolastica.
Percorso: Sezione B (Notizie generali sull'ubicazione dell'edificio scolastico) → B5 (Caratteristiche area scolastica) → punto 5.3 «Parcheggi».
La scheda indica se esiste un'area adibita a parcheggio, se si trova all'interno dell'area scolastica e il numero di posti per auto, ciclomotori e biciclette.
Attenzione: i dati sono inseriti dall'Ente Locale e possono essere incompleti o non aggiornati. Se la scheda è vuota o non corrisponde alla realtà, è un motivo in più per chiedere conferma scritta all'Ente.
Dove nascono i problemi
Auto del personale e degli esterni. Negli istituti comprensivi la criticità riguarda soprattutto i cortili di infanzia e primaria, dove i bambini giocano all'aperto. Nelle superiori si sposta su ingresso, uscita e intervallo, quando centinaia di studenti attraversano le stesse aree usate dalle auto. A questo si aggiunge il cancello carrabile aperto di frequente: chiunque può entrare, e un alunno può uscire senza che nessuno se ne accorga.
Mezzi della mensa e dei fornitori. Il furgone dei pasti arriva a orari che spesso coincidono con la ricreazione. Il caso tipico è il mezzo in ritardo che entra comunque, con gli alunni in cortile: è proprio il momento in cui si cede più facilmente. Nelle superiori si sommano i mezzi del bar e dei distributori automatici; nel pomeriggio, in alcuni plessi, gli utenti esterni delle palestre.
Veicoli degli alunni. Biciclette appoggiate a recinzioni, cancelli e scale, magari davanti a un'uscita di emergenza. Motorini che attraversano il flusso pedonale. Neopatentati che entrano in auto all'ora in cui entrano tutti gli altri.
Aree in pendenza. Nelle zone collinari un veicolo lasciato in sosta a monte di un'area frequentata dagli alunni è un pericolo anche da fermo, se non ci sono cordoli o muretti che possano trattenerlo.
Le conseguenze per la scuola
Le regole introdotte dal dirigente per limitare queste interferenze incontrano spesso resistenze: chi ha sempre parcheggiato in cortile fatica a rinunciarvi. Ma in materia di sicurezza chi trae vantaggio da una situazione non è chi ne sopporta gli oneri. In caso di infortunio, la responsabilità ricade anzitutto su chi era tenuto a valutare il rischio e a prevenirlo: il datore di lavoro, e con lui i preposti e chi aveva compiti di vigilanza sugli alunni.
C'è poi un aspetto spesso trascurato: la copertura assicurativa. Conviene verificare con la compagnia come opera la polizza dell'istituto in caso di investimento in un'area priva di delimitazione degli spazi e in assenza di un regolamento che ne disciplini l'uso.
Che cosa fare
Dirigente scolastico, con il supporto dell'RSPP – subito:
verificare se esistono spazi ufficialmente destinati a parcheggio e chiedere all'Ente proprietario di confermare per iscritto dove sono e quanti posti hanno;
individuare in planimetria, per ogni plesso, l'area di sosta (in piano, delimitata, separata dalle zone degli alunni), le aree in pendenza da evitare e l'area biciclette;
vietare l'ingresso in auto a genitori e visitatori, salvo mezzi di soccorso e casi autorizzati per iscritto (ad esempio alunni con disabilità motoria), con percorso e posto dedicati.
Dirigente e DSGA – entro poche settimane:
concordare con la ditta dei pasti due finestre orarie fisse, consegna e ritiro, in cui nessun alunno è in cortile: ciò che non si può separare nello spazio si separa nel tempo. Il mezzo in ritardo aspetta fuori;
consegnare ai fornitori disposizioni scritte con presa visione; se il servizio è appaltato dall'Ente, chiedere che sia l'Ente a farle rispettare;
tenere chiuso il cancello carrabile: lo apre il collaboratore scolastico solo nelle finestre previste, dopo aver verificato che l'area sia libera. Il mezzo entra a passo d'uomo.
Consiglio d'istituto – alla prima revisione del regolamento:
biciclette: vanno incoraggiate e ordinate. Ingresso dal cancello pedonale, bici a mano, sosta solo in rastrelliera, lontano da uscite di emergenza e cancelli carrabili. Se le rastrelliere non bastano, la fornitura va chiesta all'Ente;
motocicli e ciclomotori (superiori): ammessi solo con area dedicata in piano, orari sfalsati rispetto al flusso pedonale e, nei tratti in comune, mezzo spinto a motore spento;
auto degli studenti: da vietare, salvo aree ampie, in piano e del tutto separate – condizione rara.
Ente proprietario – su richiesta formale della scuola: separazioni fisiche tra percorsi pedonali e veicolari, segnaletica orizzontale e verticale, rastrelliere.
Finché le aree non sono state individuate e le separazioni realizzate, la scelta più sicura è anche la più semplice: niente sosta interna e cancello carrabile chiuso durante l'orario delle lezioni.
Mario Padroni – RSPP, S&L S.r.l.